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Le 6 curiosità su San Francesco d’Assisi

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Le 6 curiosità su San Francesco d’Assisi

Quale Paese ha il Santo Patrono più amato dal suo popolo, che convertì migliaia di persone, che predicava agli animali, con un fratello di nome Angelo e il padre di nome Pietro, che inventò il presepe, che ricevette le stimmate nel lontano settembre 1224 e che viene ricordato proprio oggi?! Esatto, sì, proprio noi lo abbiamo… San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, di cui oggi, 4 ottobre, cade la ricorrenza. Siamo proprio fortunati neh!

Forse è stato fin troppo facile indovinarlo, ma siete proprio sicuri di sapere tutto su di lui? Il Santo nacque ad Assisi nel 1182 e morì nel 1226, figlio di un ricchissimo mercante di stoffe. Seguì le orme del padre fino a quando non decise di dedicare tutta la sua vita per i più bisognosi e cominciò a impegnarsi nel restauro della chiesa a lui dedicata (nell’attuale parte alta della città di Assisi), dopo aver avuto una visione davanti al crocifisso di san Damiano.

Ecco #ilMeglioDi San Francesco con ben 6 curiosità del Santo più “originale” dei suoi tempi:

  • Sapevate che ha composto la prima poesia in volgare italiana? Il cantico delle Creature, scritto nel 1224… altro che Dante e Petrarca!
  • Nelle sue prediche era un grande improvvisatore (che fortuna!) e quando non sapeva più che dire parlava francese. Una volta c’era frate Ruffino che non voleva andare a predicare in un paesino perché si vergognava, Francesco allora gli ordinò di andare nella piazza del paese e spogliarsi, ed il frate ubbidì. Francesco, a volte (molto spesso!), era così bizzarro a dare ordini, ma pentendosi di aver fatto umiliare il suo amico Ruffino davanti a tutti, lo raggiunse nella piazza e dopo essersi spogliato, preso dall’imbarazzo, iniziò a dialogare in francese.
  • Quando il Santo andò da Papa Innocenzo III e gli chiese il permesso di predicare, egli gli rispose di andare dai porci, non molto convinto dello stile di vita intrapreso da San Francesco e dai suoi discepoli. Ed egli andò, entrò in un porcile per raccontare la regola ai suoi “cari” amici maiali. Così soddisfatto, si recò dal pontefice esclamando a gran voce che i porci lo avevano ascoltato e colpo di scena… il papa gli concede di predicare!
  • Sul punto di morte, quando ormai il suo corpo era consumato dal dolore e non riusciva nemmeno ad aprire gli occhi, Santa Chiara, sua grande amica, gli chiese insistentemente una sua predica (l’ultima!) e Francesco, che era cieco e muto, prese della cenere in mano, la gettò un po’ in terra e un po’ la cosparse sul suo viso e dopo questo gesto se ne andò, lasciando l’amica in lacrime.
  • Nei nostri presepi natalizi, oltre al bue e all’asinello, al falegname e al pescatore di fianco al ruscello, (quasi) sempre fa la sua comparsa un fraticello col tipico saio marrone, questo perché il Santo è l’inventore del presepe, ma non come lo intendiamo noi oggi, con le statuine sopra la mensola della televisione, ma col solo intento che la celebrazione della Messa nella notte di Natale non fosse celebrata in una chiesa, ma in una stalla, con al centro una mangiatoia vuota, “scaldata” dal bue e dall’asinello.
  • Sapevate che il Santo era molto goloso di dolci? Non sapeva resistere in particolare ai mostaccioli di mandorle, farina e miele che preparava per lui donna Jacopa.

E allora, che dire… proprio un grande il “nostro” Santo. Buon onomastico a tutti i Francesco e Francesca!

Anna Sironi