Cotone biologico: 5 curiosità

Cotone biologico

Cotone biologico: 5 curiosità

Tutti i capi d’abbigliamento firmati Ape Social Wear sono realizzati con cotone biologico, o cotone organico.

Una tipologia di cotone che viene coltivata naturalmente con metodi a basso impatto ambientale, dove le erbacce presenti vengono eliminate manualmente senza l’uso di pesticidi e fertilizzanti chimici.

Cotone biologico: 5 curiosità 

1. Ipoallergenico e amico della pelle

Le caratteristiche del cotone organico vengono preferite rispetto a quelle del cotone tradizionale in molte filiere produttive, come ad esempio quella tessile. E’ molto morbido ed ipoallergenico sulla pelle, dunque ideale e consigliato per tutte le persone che soffrono di allergie. Inoltre, è facile da lavare ed indicato per prendersi cura di tutta la famiglia.

Una fibra che fa bene sia alle persone che all’ambiente.

2. Coltivato con le regole dell’agricoltura biologica 

Il cotone biologico viene coltivato seguendo le regole dell’agricoltura biologica, esattamente come avviene per i prodotti alimentari. Alla base di una certificazione tessile, che attesti l’origine biologica del cotone, c’è sicuramente l’esclusione di pesticidi, fertilizzanti, diserbanti e oltre 1000 sostanze tossiche nocive per l’ambiente e per la salute umana. Queste sostanze vengono, invece, comunemente utilizzate sia nella coltivazione del cotone standard, sia nei successivi step di produzione.

3. La coltivazione del cotone non biologico causa inquinamento 

Una delle principali causa dell’inquinamento globale è proprio la coltivazione del cotone standard, perché richiede l’utilizzo di sostanze nocive che persistono nel tessuto anche dopo il lavaggio. Con il passare del tempo una parte di queste sostanze viene assorbita dalla nostra pelle, mentre un’altra parte viene rilasciata nelle acque ad ogni lavaggio, inquinando i mare e gli oceani.

La coltivazione del cotone organico, invece, ogni anno cresce e la sua produzione sta aumentando in maniera esponenziale, di circa il 20% ogni anno. Allo stato attuale, però, la percentuale di coltivazioni di cotone organico, nonostante sia in crescita,  è ancora molto bassa e rappresenta circa l’1% della produzione mondiale di cotone.

4. Cotone biologico taglia del 46% le emissioni

Lo studio internazionale sulla valutazione del ciclo di vita (Life cycle assessment, Lca) del cotone organico ha dimostrato come la coltivazione responsabile di questa fibra possa generare un minore impatto ambientale rispetto alla coltivazione del cotone convenzionale. In particolare, il cotone biologico riduce del 46% le emissioni di gas dannosi per il clima.

La coltivazione del cotone standard, infatti, è tra le più inquinanti. Per produrre una semplice t-shirt sono necessari quasi 3000 litri di acqua, la maggior parte dei quali viene utilizzata per il trattamento della fibra e non per la crescita della pianta. E’ anche per questo che l’uso del cotone ormai sta lasciando sempre più spazio a quello di altri filati vegetali, come la canapa o il bambù.

5. Risparmio di acqua ed energia

L’impatto della coltivazione del cotone organico riduce del 91% i consumi d’acqua destinata principalmente all’irrigazione e del 62% i consumi di energia primaria. Ma non è tutto. I processi di produzione di questo materiale consentono di ridurre del 26% l’eutrofizzazione, ovvero l’eccessivo arricchimento di sostanze nutritive dell’ecosistema, e del 70% le emissioni responsabili dell’acidificazione. Con un complessivo 46% di rischio in meno di contribuire al riscaldamento globale.

Il cotone organico inoltre dovrebbe essere raccolto a mano, garantendo una maggiore purezza della fibra.

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